Il Marketing della Salute

Il Marketing della Salute

Big-PharmaIl terrificante sfogo di un Medico Italiano: “La medicina è falsa ed è solo uno strumento di potere delle Multinazionali della Salute. Non cura le malattie, ma sposta i sintomi generando nuove malattie!”

Così titola un articolo su Scienza Natura di alcune settimane fa (link).

Nell’articolo si spiega come un medico, tal dottor Giuseppe De Pace abbia pubblicato una lettera aperta dove esprime una sua denuncia, basandosi su situazioni vissute in prima persona: “la Medicina Ufficiale è falsa”, dice, “ed è solo uno strumento di potere delle Multinazionali della Salute. Essa è incapace di curare le malattie, al massimo lenisce i sintomi apparenti spostandoli su altri organi e generando nuove malattie, che portano il paziente a un circolo vizioso di dipendenza dal sistema sanitario.”

Il fatto è che, spiega l’articolo, “la medicina di oggi vede il corpo umano come un sistema biochimico, dove a ogni causa segue una conseguenza (il sintomo). Il farmaco serve quindi ad eliminare il sintomo, senza tuttavia risalire alla causa.
Il concetto di salute non è la non-malattia, come ritiene la medicina ufficiale, ma è un perfetto equilibrio tra mente e corpo.
Dunque, il corpo rimane malato, ma la malattia si sposta altrove”.

C’è un libro, molto interessante – che però, chissà come mai, non è più disponibile in italiano – in cui l’autrice Jacky Law spiega in che modo “Big Pharma” (l’insieme delle multinazionali farmaceutiche) si è progressivamente allontanata dal suo obiettivo primario: la salute e il benessere delle persone. L’autrice mostra come quello di Big Pharma sia invece diventato un sistema nel quale la ricerca dei profitti non coincide più con la tutela della nostra salute, ma con una gigantesca impresa dove il marketing orienta la ricerca scientifica e induce essa stessa il bisogno di farmaci spesso inutili quando non dannosi. Dove il costo delle medicine cresce senza sosta, mentre diminuiscono i nuovi prodotti immessi sul mercato; dove gli studi scientifici sono manipolati, i ricercatori e le autorità di controllo corrotti o intimiditi. Tutto questo a detrimento di una ricerca orientata verso malattie “meno redditizie” e con la complicità di moltissimi medici a libro paga del mostro “Big Pharma”.

Tutte fantasie? Forse.

Però, in un’intervista esclusiva rilasciata al giornale francese Nouvel Observateur, e ripresa da Articolotre, John Virapen, ex dirigente della filiale svedese della Eli Lilly, importantissima multinazionale del farmaco che commercializza anche il Prozac, fa dichiarazioni shock sui meccanismi che regolano Big Pharma.

“A 64 anni”, riporta l’articolo, “l’uomo ha deciso di pubblicare le sue memorie, in un libro dal titolo I rammarichi di Big Pharma. In questo volume, Virapen ha trovato il modo perfetto per denunciare apertamente gli effetti nocivi e collaterali del Prozac, farmaco antidepressivo usato per curare la depressione, disturbi ossessivo-compulsivi e via dicendo.”

Virapen dice: “So di aver contribuito indirettamente, in tutti questi anni, alla morte di persone, le cui ombre, oggi, mi ossessionano”, ha confessato il manager al settimanale francese Le Nouvel Observateur.”

“Nei primi anni di lancio”, continua Virapen, “il farmaco ha portato a una spirale preoccupante di suicidi: su 10 persone alle quali erano stati somministrati i principi attivi del Prozac, 5 hanno riportato allucinazioni e disturbi della personalità. Tra questi soggetti, 4 si sono tolti la vita”. Nonostante i dati preoccupanti raccolti, i dirigenti della Eli, non hanno mai pensato, nemmeno per un attimo di non introdurre l’antidepressivo in tutto il mondo.

E in Europa?

“La Agenzia Europea del Medicamento ( EM
EA, sigla inglese) ha autorizzato nel giugno 2006, l’amministrazione del Prozac a bambini e adolescenti minori di 18 anni. Da allora, la Plataforma Internacional contra la Medicalización de la Infancia, condotta da Juan Pundik, psicoanalista e presidente della Filium (Associazione per la Prevenzione del Maltrattamento dei bambini), lotta per disinnescare quel dettame. Ritengono che le reazioni avverse che il farmaco può causare nel caso dei minorenni sono abbastanza gravi da mettere in questione la validità scientifica dell’autorizzazione europea e denunciano che sia stato lo stesso laboratorio che produce il Prozac a provvedere le argomentazioni portate all’EMEA sulla basse dei risultati delle ricerche da loro stessi prodotte e che quindi sarebbero alla base dell’autorizzazione.” Questo è quanto afferma Juan Pundik, denunciando il fatto che l’ Agenzia Europea del Medicamento basa le concessioni delle autorizzazioni su ricerche gestite dagli stessi fabbricanti del prodotto. (vedi articolo originale)

 

 

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