Ci vorrebbe un pò di magia

Quanti di noi hanno sognato almeno una volta nella vita di avere una bacchetta magica con cui risolvere con un solo gesto problemi e situazioni complicate della vita ?

Mary Poppins con uno schioccare di dita faceva riordinare in modo facile e divertente un’intera stanza sommersa di giochi
Topolino in “Fantasia“, grazie alla sua magia anima scopettoni e secchi perchè lavino da soli la cucina

Mago Merlino che aiuta il giovane protagonista della Spada nella Roccia davanti allo stesso problema…

A parte la personale simpatia che Mr. Walt Disney ispira alle donne per il fatto di comprendere così bene la loro frustrazione nell’avere a che fare ogni giorno con i mestieri di casa , viene da chiedersi come mai questo tipo di magia sia un’esigenza così sentita.
Riflettevo su questa considerazione leggendo l’intervista* di di Jurriaan Kamp, fondatore della rivista americana intitolata “The Optimist”, a Rob Williams, l’originatore di PSYCH-K®.

“Sin da quando per la prima volta da piccolo vide il cartone animato Fantasia, Rob Williams sognava di diventare un mago. Ora, mezzo secolo più tardi, potrebbe esserlo diventato davvero. Non usa la magia per pulire la cucina, come Mickey Mouse fa in Fantasia ma pulisce qualcosa di molto più importante: la mente subconscia, che determina la maggior parte dei nostri comportamenti ed esperienze.”

 Quindi continua:

Io e Rob ci siamo incontrati a San Francisco in un hotel che si affaccia sulla baia. All’orizzonte si stagliava il profilo dell’isola di Alcatraz, un tempo sede del famigerato carcere. Oggi quei tetri edifici vuoti sono una destinazione popolare per turisti curiosi. Lasciando vagare lo sguardo in lontananza, in direzione di Alcatraz, Rob racconta: “Molte persone sono prigioniere delle loro credenze. PSYCH-K® ci parla proprio di questo, di abbattere queste prigioni”. 

“Possiamo ripetere le affermazioni positive fino all’esaurimento delle forze”, dice Rob. “Questo di solito non produce alcun risultato. La maggior parte delle volte il cuore della questione non è nel pensiero positivo, non è nel cercare di cancellare a livello conscio quel certo tipo di pensiero che non vogliamo. Finché non cambieremo il ‘software’ della nostra mente subconscia, la nostra vita non cambierà”.
Il cuore della questione è che la nostra mente subconscia registra esperienze fin dai primissimi istanti di vita in avanti. “Arriviamo in questo mondo già immersi in un sistema di credenze, immersi in un insieme di atteggiamenti mentali già pronti per noi,” spiega Rob. “Noi iniziamo a interiorizzare questi atteggiamenti ancora prima di uscire dall’utero. I nostri genitori iniziano a trattarci in un modo che è adeguato sia alla norme sociali della società a cui appartengono sia alle loro credenze. Parlando in generale, intorno ai 12 anni di età abbiamo già assorbito tutto quello che è imbevuto nell’ambiente e tutto quello che la nostra famiglia ritiene sia buono e giusto. Questo naturalmente non è tutto negativo. Con PSYCH-K® semplicemente vogliamo avere la libertà di cambiare le credenze che non ci servono o che in qualche maniera ci limitano”.

In questi giorni ho ripreso in mano un libro di Kiyosaky che duetta con i pensieri di Rob Williams in modo mirabile. Te lo ripropongo come spunto per una nuova proficua settimana alla ricerca del tuo successo.
“Non puoi fare a meno di invecchiare fisicamente, ma questo non significa che tu debba invecchiare mentalmente. Le persone invecchiano o diventano obsolete perchè si aggrappano a risposte giuste che sono risposte vecchie. 
Non so cosa porterà il domani, non lo sa nessuno. Per questo l’idea del padre ricco di mettere in discussione e aggiornare costantemente le idee è stata una delle idee più importanti che mi ha trasmesso.
Oggi vedo tanti miei amici che rimangono indietro, sia sul piano professionale sia su quello finanziario, semplicemente perchè non mettono in discussione le loro idee. Spesso le loro idee sono risposte giuste ma troppo vecchie, tramandate da generazioni, da un’era economica all’altra ma oramai non più valide. Queste idee vecchie spesso rendono molto difficile il processo del cambiamento”. 
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