Reinventarsi per ridefinire successo e felicità

Reinventarsi per ridefinire successo e felicità

Unknown“Una delle ragioni per cui lasciamo che lo stress sia parte integrante delle nostre vite è che non abbiamo realmente tempo per prenderci cura di noi stessi. Siamo troppo impegnati a rincorrere lo spettro di una vita di successo. La differenza tra quello che è il successo e ciò che realmente ci permette di crescere bene e felici non è sempre così chiaro, esattamente come la linea che decidiamo di seguire nelle nostre vite”.

Queste parole appartengono a “Cambiare Passo. Oltre il denaro e il potere: la terza metrica per ridefinire successo e felicità”, l’ultimo libro della fondatrice di uno dei giornali online più influenti e in voga del mondo, The Huffington Post. Il libro ha come intento quello di diffondere un messaggio certamente non nuovo ma in un certo senso rivoluzionario per la sua estrema semplicità e sincerità, ossia che il successo, come viene concepito dalla nostra società, non funziona perché è solo causa di stress, superlavoro, disconnessione dalla realtà e dalla famiglia e – soprattutto – causa di gravi malesseri per le donne ma anche per gli uomini.

Arianna Huffington è una persona di successo che ha saputo reinventarsi e che è sempre apparsa al pubblico come una donna poliedrica: giornalista, capo redattore, ex moglie di un famoso politico statunitense, imprenditrice, multimilionaria, guru spirituale e soprattutto madre di due figlie e donna che sembra non avere mai un capello fuori posto. Insomma, una donna di successo, self-made e sicuramente soddisfatta. La storia di Arianna Huffington è infatti una favola che chiunque definirebbe di autorealizzazione ma non è tutto oro quello che luccica.

Nel 2007 però succede qualche cosa, Arianna cade svenuta a terra, nel suo ufficio di casa, e si ritrova immersa in una pozza del suo stesso sangue proprio poco dopo essere apparsa sulla copertina del Time perché inserita nella lista delle cento persone più influenti del mondo. Questo malore, causato semplicemente da stanchezza e stress, è come un campanello d’allarme per la Huffington che, durante le attese in ospedale per controllare il suo stato fisico, comincia a chiedersi che cosa sia veramente il successo e se davvero sia il connubio di soldi e potere a darci la felicità che, secondo molti, una vita di trionfi lavorativi dovrebbe testimoniare e validare.

Nel 2007 però succede qualche cosa, Arianna cade svenuta a terra, nel suo ufficio di casa, e si ritrova immersa in una pozza del suo stesso sangue proprio poco dopo essere apparsa sulla copertina del Time perché inserita nella lista delle cento persone più influenti del mondo. Questo malore, causato semplicemente da stanchezza e stress, è come un campanello d’allarme per la Huffington che, durante le attese in ospedale per controllare il suo stato fisico, comincia a chiedersi che cosa sia veramente il successo e se davvero sia il connubio di soldi e potere a darci la felicità che, secondo molti, una vita di trionfi lavorativi dovrebbe testimoniare e validare.

Nasce così questo libro, Cambiare Passo, che la stessa Arianna Huffington definisce come un “libro pensato e scritto per aiutare chiunque a capire cosa stia facendo, valutarlo coscientemente ed eventualmente cambiare rotta”.

La “carne messa al fuoco” dalla Huffington è tanta e scorre attraverso testimonianze di vita, dati e studi medici sullo stress legato al lavoro e tocca persino i temi connessi alla necessità di pensare a un femminismo più moderno e contemporaneo ma, in fin dei conti, uno dei grandi messaggi del libro è che bastano poche e semplici regole per ripensare la nostra vita, molte della quali diamo per scontate: dedicarci a un sonno ristoratore, camminare il più possibile e imparare a donare a noi stessi e agli altri.

Articolo tratto da “VoglioVivereCosì.com

Fin qui tutto fantastico vero?

Peccato che non sia esattamente da tutti essere milionari, famosi e di successo come Arianna e peccato che anche non avere soldi e non sapere cosa fare della propria vita sia in grado di generare assolutamente stress in altrettanta quantità e negatività.

Questo è l’esempio tipico di uno di quei contributi che mi ha messo in grande confusione nel corso degli anni. Ognuno di noi ha la sua storia particolare. Certo, possiamo prendere spunto, catturare onde di motivazione ma tutto questo è destinato a restare completamente inutile se non entra a far parte di un preciso progetto di vita quotidiana. 

Tu hai bisogno di sapere in che direzione gestire i tuoi pensieri dalla mattina quando ti alzi fino alla sera quando ti addormenti, perchè la nostra mente è un cagnolino dispettoso che non è mai stato ammaestrato, se non dalla scuola e le istituzioni, che tutto vogliono per noi fuorchè la nostra libera espressione e massima felicità.

Ognuno di noi ha bisogno di imparare che le emozioni non sono un qualcosa che capita e che dobbiamo subire, ma sono una parte di noi su cui abbiamo il pieno potere di intervenire.

Certamente, non puoi pensare di intervenire a sollevare 150 kg di pesi o correre una maratona senza alcun allenamento. Allo stesso modo non puoi lamentarti di essere vittima di emozioni negative se non ti sei mai dedicato ad allenare i muscoli che le possono comandare e controllare, indirizzandole nella direzione che ti è funzionale.

La tua vita cambia se tu la fai cambiare. 

Sperare non è una strategia. 

Ok, ma in pratica come si fa? 

In generale non ho idea. Ma per quanto riguarda la parte professionale e lavorativa della tua vita sì. Ho le idee molto precise…

Voglio che tu sia felice

Voglio che tu sia felice

epost51Sogno da tutta la vita un mondo di persone felici, realizzate, pienamente soddisfatte di se stesse e dei propri risultati.

Già da piccola avevo questo sogno insistente, una fissazione direi. Crescendo ho avuto momenti di alti e bassi: a volte questa spinta, schiacciata dalla fatica di vivere e di essere felice io stessa, finiva nel solito sfortunato cassetto dei sogni. Altre volte però, quello stesso sogno, pieno di tenacia e determinazione, si apriva il cassetto da solo e veniva  a piazzarsi sulla mia scrivania, reclamando la mia attenzione.

Il fatto è che, essere felici, è un’alchimia complicata a cui nessuno finora sembra aver dato delle risposte soddisfacenti. Non abbastanza quanto meno per riuscire a dare una formula unica, replicabile e sicura, in grado di mettere le persone nelle condizioni di procurarsi da sè questa preziosa e rara sostanza.

Ho fatto un piccolo sondaggio nei giorni scorsi sulla mia pagina Facebook e, a parte un’unica pecora nera con una percentuale di 90, tutte le altre persone che hanno risposto ritengono di essere state felici nella loro vita mediamente per un 15% del loro tempo.

Ora, io mi chiedo: e tutto il resto della vita? Dobbiamo necessariamente continuare a trascorrerlo sentendoci insoddisfatti, tristi, annoiati o in ansia?

Poi è arrivata la crisi.

E le cose sono, incredibile a dirsi, ulteriormente peggiorate. Tutti noi all’inizio pensavamo che fosse un incidente temporaneo, la crisi. Una specie di sgambetto della vita come magari poteva essere già successo ad altre generazioni prima della nostra. Ma ormai è chiaro a tutti che questa della crisi è in realtà la nuova condizione stabile a cui dobbiamo abituarci.

“Lo scenario mondiale, quello delle vecchie affidabili certezze, è cambiato” dice Pietro Trabucchi nel suo ultimo libro Tecniche di resistenza interiore.

E se vogliamo essere onesti con noi stessi, dobbiamo cominciare ad accettare a nostra volta questa realtà.

Il mondo, così come esisteva prima, oggi non c’è più. Non solo, il nuovo mondo in cui siamo ora obbligati a vivere è un mondo per il quale siamo tutti, sostanzialmente e gravemente impreparati.

Il punto è quindi: essere felici è dunque un sogno da abbandonare definitivamente? E’ una velleità sciocca e grottesca?

Da un altro sondaggio che ho fatto in questo periodo è emerso che la maggior parte delle persone ritiene che la felicità sia qualcosa che “capita”, un momento sfuggevole e non certo sotto il nostro controllo.

Siamo stati convinti – e lo sono stata convinta a lungo anch’io – che la felicità fosse una specie di farfalla sfuggevole da rincorrere con determinazione sperando di riuscire ad acchiapparla prima o poi. E una volta presa, poi, tenersela stretta.

Niente di più lontano dalla realtà! Tant’è che, quei pochi momenti che si prova un istante di felicità, lo si vede poi andare via con la stessa velocità con cui è arrivato, senza nemmeno riuscire ad accorgecene. Così abbiamo definitivamente abbandonato il pensiero di poter avere una qualsiasi forma di controllo della nostra felicità, rassegnandoci con un certo fatalismo a prendere quel che capita.

Alcuni, non disposti a lasciarsi comandare dalle cose, hanno cominciato a sostituire la ricerca della felicità con la ricerca del piacere, della gratificazione personale, del successo materiale. A prescindere se questa sia o meno una via saggia da percorrere, c’è un dato di fatto significativo con cui fare i conti: le persone che hanno le carte in regola per giocare al gioco del successo al giorno d’oggi sono pochissime.

albero dei soldiLa conseguenza di tutto questo è quel mondo selvaggio che si incontra troppo spesso, soprattutto in internet: ladri e furbacchioni che propongono affari con ritorni a cifre impossibili, affabulatori che ti promettono di imparare a guadagnare fino al 25% o il 50% o oltre del tuo capitale, solo facendo queste piccole facili operazioni quotidiane.

Poi vai ad approfondire e ti viene la nausea quando scopri quante persone sono rimaste malamente fregate da questi cialtroni sempre più numerosi e ben mascherati. La coppia di pensionati che ha fatto il mutuo sulla casa per investire in un grande progetto di questi e ora si ritrova senza soldi e senza casa.

O il commercialista con cui eravamo al telefono ieri sera truffato malamente da un altro sedicente affarista.

La situazione insomma è tutt’altro che semplice. Vorremmo essere felici ma la felicità è come un’imprendibile farfalla. Allora pensiamo di ripiegare sull’avere un pò di tranquillità economica ma la crisi, i truffatori e la nostra poca esperienza ci sbattono ripetutamente a terra.

C’è speranza?

Secondo me, sì. Però non è una di quelle speranze che puoi vendere a poco prezzo, tipo “fai questi semplici magheggi a colazione, pranzo e cena, beviti questo bibitone e prenditi queste quattro pillole” e voilà il gioco è fatto.

Chi ancora sogna di uscire dai casini in cui si trova con una soluzione veloce di quelle dalla sera alla mattina è destinato invariabilmente a peggiorare solamente la sua situazione.

neuromarketingNon solo. Chi è ancora convinto che esista un’unica soluzione, un sistema per guadagnare o un sistema per diventare felici e smettere di soffrire, è altrettanto destinato a rimbalzare da un’inutile e affascinante promessa di marketing all’altra.

Il marketing può essere una disciplina interessante ma è e resta sostanzialmente MANIPOLATORIA. Fa leva sui tuoi bisogni, sulle tue paure, sulle tue preoccupazioni per proporti ciò che vuole affibbiarti da un’angolatura tale che tu sei costretto a pensare “oh ecco! questa è proprio quella cosa che mi serviva e che risolverà i miei problemi”. (Se pensi che sia un’affermazione esagerata, fai pure in giro in libreria…)

Poi la guardi, la usi e invariabilmente scopri che i tuoi problemi non li risolve, non tutti di sicuro.

Sai perchè? Perchè la soluzione non sta fuori di te.

La soluzione dei tuoi problemi sei e puoi essere solamente tu. Non esiste nessuna formula prefabbricata in grado di portarti a trovare le risposte che cerchi.

Esiste solo la possibilità che tu decida di cominciare da questo momento in poi a fare regolarmente allenamento per rafforzare i tuoi muscoli di RESILIENZA, quei muscoli cioè che ti insegnano a diventare tosto interiormente quanto basta per uscire nel mondo e conquistare quello che ti serve. Tosto abbastanza da avere la forza di cercare la tua risposta a lungo quanto basta per riuscire a trovarla, senza mollare prima.

Questo devi riuscire a fare. E sai qual è la cosa fantastica? Che quando decidi di volerlo fare, se segui le istruzioni semplici che ci ha dato madre natura, scopri anche che l’ALLENAMENTO alla RESILIENZA è ESATTAMENTE il SISTEMA BIOFISICO CHE TI FA SENTIRE FELICE.

Questa te la ripeto perchè è meravigliosa e pare troppo bella per essere vera.

LA FELICITA’ SI PUO’ CREARE MATERIALMENTE, BIOCHIMICAMENTE, all’interno del tuo corpo, QUANDO VUOI, in qualsiasi momento e spazio.

E si crea esattamente facendo quell’allenamento che, guarda caso, ti serve per diventare quella persona in grado di risolvere i problemi che hai nella tua vita, superare i tuoi ostacoli o portare la tua situazione attuale ad un livello migliore e più soddisfacente di quanto già non sia.

Non so tu, ma io lo trovo semplicemente favoloso.

Ah, ultima cosa fondamentale. Niente di new age o spiritualistico in tutto ciò. Solo pura, provata SCIENZA.

Se vuoi approfondire e capire come fare in concreto, qui c’è lo strumento che fa per te.

Il Vero Ostacolo alla Tua Felicità

Il Vero Ostacolo alla Tua Felicità

A volte non sai proprio da dove cominciare.

Non hai idee, non sai cosa vuoi nè tanto meno riesci ad immaginare altri modi con cui potresti migliorare la tua vita, portarla al livello successivo.

Stai fermo lì, al tuo posto, con aria sconsolata e l’energia a terra, chiedendoti dove hai sbagliato, come mai vedi gli altri che ti sfrecciano a fianco macinando risultati a raffica mentre tu, povero idiota, sei sempre fermo lì al solito posto se non peggio.

E continui così, immerso nei tuoi tristi e insoddisfatti pensieri, scendendo di mezzo metro ad ogni respiro nel tuo personale inferno.

Questo è il modo in cui la maggior parte di noi ha imparato a vivere la vita. Non ci hanno insegnato ad essere vincenti, ad essere guerrieri, a fissare obiettivi e raggiungerli.

coraggio-di-essere-se-stessiPurtroppo dal primo momento in cui siamo entrati a scuola ci hanno insegnato una sola cosa: zitto, ubbidisci e non ti permettere di fare qualcosa di diverso da quello che ti dico io.

Questo è quello che abbiamo imparato, questo è il modo di vivere la vita che ormai abbiamo finito per avere scritto nel nostro DNA.

Questo è il motivo per cui la vita, oggi, per la maggior parte di noi, è così dannatamente difficile.

E’ difficile perdere peso. E’ difficile cambiare lavoro. E’ difficile trovare la propria passione e renderla una realtà prospera in grado di farti pagare le bollette ogni mese e dare a te e la tua famiglia tutto quello di cui hai bisogno.

Ognuna di queste cose e qualunque altra tu ti stia impegnando a creare ha un nemico molto più grande degli ostacoli della vita, della crisi, della cattiveria o dell’ingiustizia che c’è la fuori nel mondo. Ognuna di queste cose ha TE STESSO come più grande nemico!

Sei tu stesso il tuo più grande nemico. Te lo ripeto perchè sul subito ti sembrerà impossibile, sei troppo abituato a credere che le tue vittorie e le tue sconfitte dipendano dal mondo là fuori, ma la realtà è tutt’altra.

Se in questo preciso momento non sei felice, non ti senti realizzato e soddisfatto di ciò che sei e di ciò che hai, puoi incolpare solamente te stesso e i tuoi pensieri.

Noi possiamo vivere ora una vita trionfale, leggendaria, piena di tutto quello che potremmo immaginare e desiderare. Il fatto è che passiamo troppo tempo a confrontare i nostri risultati con quelli degli altri che sembrano avere sempre di più e di meglio di quello che abbiamo noi.

Risultato? Ogni giorno siamo più insoddisfatti e come cani ringhiosi alla catena a testa bassa andiamo nel mondo pieni di rabbia e di livore.

 

Purtroppo la maggior parte delle persone è stata così indottrinata a credere che “sarai felice quando avrai/farai…” che credere a questa realtà così semplice e potente riesce impossibile.

Preferiamo continuare ad essere infelici, a sentirci dei poveri sfigati sempre di corsa e in lotta con la vita, piuttosto che fermarci quell’istante a raddrizzare il tiro.

Come si fa in pratica?

Risposte e soluzioni in generale non ne ho. 

Ma ho un sistema esatto per risolvere la faccenda sul piano professionale e lavorativo della tua vita…

 

Vincere le emozioni negative

Vincere le emozioni negative

In questi giorni parlavo con un’amica delle difficoltà che lei sta incontrando in questo periodo, in un’altalena di cattivi pensieri ed emozioni tristi.

Mi chiedeva come faccio io a non avere mai cattivi pensieri o a non essere mai triste…

Quello che le ho risposto l’ha stupita moltissimo: il fatto è che ANCHE IO ho cattivi pensieri e ANCHE IO a volte sono triste. Anzi, confesso che la faccenda succede piuttosto spesso in certi periodi. 

La differenza fra me e lei è che io ho imparato a guidare questi momenti dentro al tunnel della negatività in modo da uscirne molto più velocemente.

Lo faccio ogni giorno. Il più possibile.

Ma non significa che ci riesco sempre.

Anzi.

Ci sono momenti in cui il peso che sento addosso è così forte che mi chiedo: ma ne vale veramente la pena?

Poi però guardo negli occhi il mio adolescente preferito, impegnato e super attivo nei suoi progetti.

Vedo la piccola di casa, elettrizzante e felice nella sua libertà di esprimersi come io mai neanche in tutti i miei 40 anni sono riuscita a fare. 

Leggo i post e le mail di tutte le persone che scrivono per ringraziare di averle aiutate a migliorare la loro vita professionale, anche solo di quel poco che basta per aiutarle a tornare a sperare di nuovo. 

Non per speranza sciocca ma perchè hanno capito come affrontare in modo diverso il mercato del lavoro. 

E allora penso che ne vale assolutamente la pena. 

O quanto meno. Non vale la pena vivere per meno di così. 

Le emozioni negative? Pazienza. 

Ho altro di meglio da fare. 

Questa è la sensazione a cui secondo me è utile e sano puntare. 

La sensazione che riesci a procurarti da solo nel momento in cui hai finalmente accesso a tutte le informazioni che ti permettono di essere tu l’unico al comando della tua vita personale e professionale. 

La sensazione che provi quando sai che il tuo futuro è nelle tue mani e non in balia di una sorte dispettosa e completamente sconosciuta. 

E’ più facile a farsi che a dirsi. Davvero. 

Quando scopri la mappa per muoverti nel labirinto, tutto diventa molto più semplice ed immediato. 

Se ti interessa approfondire, qui c’è la risorsa che ho preparato per te: 

Quando lo shock è troppo forte

Quando lo shock è troppo forte

tristezzaL’azienda in cui lavori da anni chiude.
La persona a cui hai affidato i tuoi soldi con fiducia se ne va con il malloppo e tu perdi i risparmi di una vita.
La persona che ami ti lascia senza motivo.

Quanti di questi shock possono avvenire nella vita di una persona? Tanti. Comunque ad un certo punto, troppi. 

Ognuno di noi ha una certa resistenza interiore alle batoste della vita ma ad un certo punto quella forza sembra essere finita e ti ritrovi senza più risorse, senza più forza per continuare come facevi prima.

All’inizio cerchi disperatamente di rimettere in piedi la situazione, di combattere, di mantenere il resto della tua vita in una qualche forma di equilibrio ugualmente ma molto spesso, dopo qualche tempo, semplicemente ti mancano le forze e non ci riesci più.

“Io non so più cosa fare.. non solo non riesco a desiderare più alcunchè, ma non ci trovo proprio il senso, io ci provo, cerco di costringermi a fare tutto ciò che ho sempre fatto quando stavo bene, ma mi provoca una sofferenza atroce…”

“Ho un senso di vuoto costante, e più cerco di fare qualcosa e più mi salgono l’ansia e l’angoscia..
mi sale il nervoso, la rabbia, mi sento stupida ed incapace.
e quest’ansia maledetta che mi divora, da quando apro gli occhi alla mattina a quando vado a letto la sera, che mi divora nel bel mezzo della notte, tanto che mi sembra di soffocare…”

“Questa bestia che ti succhia le energie vitali, che ti annulla qualsiasi prospettiva, che ti fa sembrare tutto vuoto e privo di significato.
Si, magari ci provi a stare a galla, bruci letteralmente le poche energie che ti senti addosso per cercare di non affondare del tutto.”

Si chiama depressione ed è davvero una brutta bestia. Una bestia che al giorno d’oggi, con tutte le criticità e cambiamenti che ci troviamo a dover affrontare sempre più frequentemente, entra con prepotenza nella vita di persone “normali” che mai se lo sarebbero aspettate.

Come ben spiega Raffaele Morelli: “Prima c’era un ruolo ben preciso che scandiva l’esistenza e dava senso a tutto, poi ecco il cambiamento non voluto, che viene sentito come un lutto, una perdita di se stessi. È questo lo schema che può innescare una depressione anche molto seria.”

La Depressione non è una condizione da “sfigati”

C’è una certa tendenza nel nostro mondo iper veloce e puntato al successo, a pensare alla depressione come ad un qualcosa di disfunzionale e raro, qualcosa che capita a chi non si impegna abbastanza, a chi non è abbastanza forte, a chi preferisce lamentarsi piuttosto che rimboccarsi le maniche e cambiare la propria vita.

starbeneE’ la posizione che i “guru” americani tengono da molti anni e che ormai sta prendendo piede anche in Italia, al punto addirittura da finire nei rotocalchi. Qui a fianco trovi l’articolo di marzo della rivista “Star Bene”.

Di fronte all’argomento “Depressione/shock da cambiamento” le posizioni sono sostanzialmente tre:

1. I tradizionalisti. Sono gli psicologi e psichiatri, formati alla medicina tradizionale. Ti fanno parlare, parlare, parlare. Alla ricerca di connessioni con il tuo passato, di traumi non rimossi, di ereditarietà a cui imputare la tua “debolezza”. E, quando proprio non ne vengono a capo, si rivolgono alla panacea di tutti i mali: gli psicofarmaci.

2. I new age. Sono tutti i convinti sostenitori che “con l’amore si può guarire qualsiasi cosa”, che riconnettendoti con l’energia dell’universo e della natura ritornerai a stare perfettamente bene. Rituali, meditazioni, ipnosi, terapie floreali che per una grandissima maggioranza di persone hanno lo stesso effetto di un bicchiere di acqua naturale.

3. I motivazionisti. Sono tutti quelli del filone “americano”, convinti che pompandoti una buona dose di entusiasmo nelle vene puoi cambiare istantaneamente ogni tua emozione negativa e tornare a stare bene in tempo zero. Anche perchè, se non lo fai, sei un povero sfigato.

E’ un pò come le diete. C’è la Dukan, la Paleo, la “tutta shake”, la Dissociata e decine di altre che ti promettono di darti la soluzione. Poi tu provi e per te non funziona.

Ora, sicuramente c’è qualcuno per cui ha funzionato, però com’è che tu sei proprio l’unico sfigato a cui non ne funziona nemmeno una?

Ecco, con la crescita personale e le strategie per superare i momenti di depressione la cosa funziona allo stesso modo. Sì, per qualcuno quelle strategie o sistemi hanno funzionato, ma la maggior parte delle persone continua ad avere risultati parziali saltellando da uno all’altro, sentendosi sempre più incapace.

E’ ora di smettere di improvvisare

Ti è mai capitato a scuola un insegnante di quelli che con lui, tutti in classe a parte il secchione erano sotto la sufficienza? A me più di qualche volta, soprattutto quando facevo ripetizioni nei tempi antichi dell’università.

A buon senso, se un’intera classe di persone non riesce ad arrivare a sufficienza, è più probabile che sia una classe di deficienti o che l’insegnante non valga un accidente?

Per me, senza dubbio, la seconda.

Insegnare non è una cosa che uno si improvvisa. Servono conoscenze precise, di quello che insegni e di COME lo insegni.

Da questo punto di vista, nessuno dei tre gruppi di cui abbiamo parlato ha le carte in regola, ne manca sempre un pezzo.

Noi ingegneri che, si sa, abbiamo come tutti i nostri bei difetti, abbiamo però anche un pregio particolare: guardiamo le cose dal punto di vista del processo e del risultato.

Ovvero. Se una cosa funziona per te ma poi non riusciamo a farla funzionare per chiunque altro, allora quella cosa semplicemente non funziona. Non è un processo standardizzato abbastanza.

Il Signor Toyota ha espresso questo concetto in modo secondo me fantastico. Lui diceva:

“Noi otteniamo risultati brillanti da persone di medie capacità che operano e migliorano processi brillanti.

I nostri concorrenti ottengono risultati mediocri da persone brillanti che operano con processi difettosi.

Quando loro incontrano difficoltà cercano di assumere persone ancora più brillanti. Noi non possiamo che superarli.”

Felici in 5 passi coverQuesto è quello che manca al giorno d’oggi: un processo chiaro, semplice e lineare, in pochi passi ripetibili per:

  1. Incassare con sapienza i colpi della vita
  2. Curare velocemente le emozioni (senza negarle!)
  3. Trovare le risorse interiori per ritornare in traiettoria
  4. Avere sempre benzina da mettere nel tuo motore interiore

Pochi, semplici, ripetibili passi.

Vuoi un estratto per cominciare ad allenarti in attesa del Corso vero e proprio che uscirà a fine mese? Lo puoi scaricare gratuitamente qui.

Come trovare lavoro con internet

Come trovare lavoro con internet

facebookzuckSempre in tantissimi mi scrivono: ma come faccio a trovare lavoro su internet?

La risposta, da che è arrivata la rivoluzione Facebook può essere davvero semplice, gli ingredienti necessari pochi:

1. Connessione internet
2. Profilo Facebook
3. Creatività
4. Pensiero laterale

Ti potrebbe capitare persino, con un’idea strampalata e assolutamente inutile di finire sulle prime pagine di tutti i giornali italiani, guadagnare un posto nel Guinness dei primati e diventare conduttore di una rubrica in radio.

Non è fantasia, è realtà. La realtà di Roberto Esposito, salernitano, studente 26enne di ingegneria aerospaziale.

Puoi leggere la sua storia qui:

http://www.vanityfair.it/news/italia/2011/10/10/facebook-guinness-primati-post-commenti