Ti senti insicuro?

Ti senti insicuro?

insicurezzaLa sicurezza di sè è un segnale della presenza “divina” dentro l’essere umano.

Per contro, l’insicurezza di sè è un chiaro segno di disconnessione dal proprio sè profondo.

Non “cercare” di essere più sicuro di Te. Non serve a niente. Cerca invece di metterti in uno stato di centratura e rilassamento, fermati e chiediti: “Cosa voglio veramente?”

All’inizio potresti sentire solo rumore e fastidio, ma se ti applichi con continuità su questo esercizio, vedrai nel corso di qualche settimana la tua mente aprirsi ad una nuova chiarezza e lucidità.

Perché è così difficile volersi bene?

Perché è così difficile volersi bene?

io valgoOgni giorno ciascuno di noi realizza moltissime cose. Alcune volte si tratta di cambiamenti drastici e che fanno la differenza nella vita. La maggior parte delle volte invece sono cose piccole, ma sono in ogni caso cose realizzate. Ma di questi successi grandi e piccoli, quanto tempo trascorri nella tua giornata a darti atto con soddisfazione ? Forse perchè le nostre aspettative  – o quelle che abbiamo imparato di dover avere.. !- sono così alte che alla fine classifichiamo ogni cosa che facciamo come del tutto insignificante ? E’ chiaro a tutti l’importanza che hanno l’autostima e la sicurezza di sé nell’avere successo nella vita, nella carriera, nelle relazioni. Ma è anche altrettanto chiaro che autostima e sicurezza di sé non sono falsificabili, non si può fingere di averle: o ce l’hai davvero oppure mentire è impossibile ! Da dove vengono autostima e sicurezza di sé ? Ci hai mai pensato ? Se anche tu come me sei stato abituato a certi modi di pensare, ti verrà spontaneo dire che si tratta di doti che si hanno oppure non hanno, un qualcosa tipo “essere nati con la camicia”: Tizio è nato estroverso e sicuro di sé, Caio invece è un musone insicuro che ha paura della sua ombra. Nati così e punto. Niente da fare.

E invece non è affatto così la questione !

In primo luogo autostima e sicurezza di sé derivano dal capire e vivere il proprio valore unico, dal sentire di valere, dal riconoscere che abbiamo un valore e un impatto positivo sulla nostra vita e su quella degli altri. Non mi addentrerò per oggi nella discussione di quanto sia necessario per sentirsi di valere il riuscire a fare nella propria vita qualcosa che ci rispecchi profondamente, qualcosa che ci permette di mettere in pratica i nostri unici doni e talenti, perché sarebbe un discorso troppo lungo. Per ora mi limiterò a suggerirti 6 piccoli esercizi per migliorare i tuoi “muscoli del successo e dell’autostima”. Si tratta di esercizi che ti consiglio di fare ogni giorno perché, come ogni buona ginnastica può avere successo solo se la fai con costanza. Dunque:

  • Quando qualcuno ti complimenta per qualcosa non nasconderti né cerca di minimizzare. Semplicemente prendine atto e ringrazialo per aver visto il tuo successo.
  • Dedica un po’ di tempo a scrivere in un diario i tuoi successi, piccoli e grandi. Questo ti aiuterà a portare la tua attenzione un po’ ogni giorno sui tuoi successi. Naturalmente, mentre li scrivi, datti ogni volta un’amichevole e sorridente “pacca sulla spalla”
  • Crea affermazioni positive su te steso e mantienile visibile nei luoghi che frequenti durante la giornata (in ufficio, in macchina, in bagno, nella borsetta, ovunque puoi insomma !).
  • – questa è ben difficile.. !- Cerca di intercettare ogni pensiero del tipo “avrei dovuto e non ho fatto”, focalizzandoti invece su quello che hai raggiunto. Siamo sempre stati abituati a tenere l’attenzione su ciò che manca, su quello che ancora dobbiamo raggiungere e ci hanno detto che questo modo di procedere è l’unico che porta ad avere risultati. La verità purtroppo è che questo modo di procedere induce solo più sofferenza e irrequietezza, non aiuta assolutamente a fare di più. Per fare di più è necessario definire degli obiettivi e lavorare per raggiungerli, non soffrire per quello che ancora non abbiamo avuto il tempo di fare !
  • A proposito di obiettivi: non averne è deleterio ma averne di irraggiungibili è forse anche più deleterio ! Perciò, sforzati di fissare obiettivi realistici e fermati piuttosto a complimentarti con te stesso ogni volta che li raggiungi o li superi.
  • Fai molta attenzione a quando scivoli nella negatività e nell’autocritica non necessaria: leggi le tue affermazioni positive e il tuo diario per riprendere la traiettoria.

Naturalmente, e se mi segui da un po’ già lo sai, queste indicazioni pur ottime sono solo uno spunto di riflessione, non possono essere la soluzione radicale del problema. Come tutte le soluzioni di stampo tradizionale, sono azioni che possono aiutare per un certo tempo ma invariabilmente sono destinate a non durare: serve troppo sforzo ! La soluzione definitiva infatti deriva da un solo e unico tipo di intervento: quello che permette di accedere al subconscio e riscrivere gli antichi software che ci sono stati scritti dentro durante i primi anni della nostra vita.

Te stesso al 100%

Te stesso al 100%

brutto anatroccoloIl secondo libro di autoaiuto che ho letto è stato “Te Stesso al 100%” di Wayne Dyer, scrittore motivazionale americano. (Il primo era “Messaggio per un’aquila che si crede un pollo”… il che è tutto dire per capire come mi sentissi all’epoca).

In allora avrei dato chissà cosa per essere me stessa al 100%, ma non sapevo da dove iniziare.

Ricordo ancora come se fosse ieri. In quel periodo mi trovavo in vacanza al mare e trascorrevo ogni minuto a leggere le parole di Dyer e cercare di metabolizzarle.

Ma la cosa più difficile fu quando feci per la prima volta il mio incontro con “La Meditazione”. In quel libro – come in moltissimi altri che seguirono – se ne parlava come della manna dal cielo, il toccasana per ogni male, il requisito fondamentale per poter anche solo pensare di iniziare a stare bene.

Da brava allieva disciplinata mi applicai dunque quanto più potevo: mi svegliavo – nonostante la vacanza! – alle 4 di mattino per sedermi in silenzio sul terrazzo a cercare di fermare i pensieri e fare quello che avevo letto si doveva fare.

Che frustrazione…!

Non succedeva NIENTE degno di nota. Provavo e riprovavo ma di benefici nemmeno l’ombra. Di certo non era più calma e serena, nè tanto meno il mio senso di realizzazione cresceva di mezzo centimetro.

Da allora di tentativi per imparare a Meditare ne ho fatti davvero tantissimi, tutti con lo stesso disastroso effetto.

Poi, ben 10 anni dopo quella prima volta, deve essere arrivato il momento in cui “Quando l’allievo è pronto il maestro arriva”. Fatto sta che finalmente, in un periodo di profonda ridiscussione di tutta la mia vita fino ad allora, partecipai ad un Ritiro molto particolare, durante il quale riuscii ad avere la mia prima esperienza Diretta, di pura connessione con il Divino.

La cosa sconcertante è che, alla fin fine, non è nulla di così lontano da ciò che siamo abituati a percepire normalmente, solo che non lo sappiamo!

Dopo quella prima Esperienza ne sono seguite altre ma, la cosa più difficile doveva ancora arrivare: come portare questo nella vita di tutti i giorni?

Alla ricerca di questa e di molte altre risposte ho continuato il mio percorso di curiosità fatto di esperimenti di vita mescolati a letture di neuroscienze.

Quello che sono arrivata a scoprire è, secondo me, affascinante: esiste una vera e propria fisiologia degli stati meditativi. Esistono cioè dei segnali e condizioni precisi e misurabili che il nostro corpo emette quando si trova in condizioni di meditazione. Questo ingresso della Scienza in un campo tradizionalmente Spirituale è diventato per me una fonte di attrazione continua. Passo dopo passo mi ha permesso di arrivare al punto in cui ora posso dire che sì, ho finalmente trovato il modo di connettermi con il Divino e di non perdere la connessione!

E, caso mai capiti che la perdo, la ritrovo in tempi decisamente brevi 🙂

Ma vediamo quali sono, secondo la scienza, i principali effetti benefici della Meditazione.

Le prime ricerche sulle variazioni dei parametri cerebrali e fisiologici nelle persone che praticano la meditazione vennero fatte negli Stati Uniti già negli anni ‘70, in seguito alla divulgazione della meditazione trascendentale di Maharishi Mahesh yogi.

Il primo studio fu condotto presso l’università della California, a Los Angeles, dal fisiologo Robert Keith Wallace, che pubblicò i risultati su Science e Scientific American. I risultati vennero confermati anche dai fisiologi della Harvard Medical School (esistono ben 500 studi scientifici sugli effetti della Meditazione Trascendentale e, ovviamente, aggiungiamo noi, anche delle altre meditazioni), che constatarono come la pratica della meditazione produce uno stato di riposo e di rilassamento più profondo del sonno, creando la situazione ideale per rimuovere stress e tensioni.

Durante la meditazione il consumo di ossigeno e la frequenza cardiaca diminuiscono, mentre aumenta la resistenza della pelle. Chi medita è meno ansioso, irritabile e instabile dei non meditanti.

“Da un punto di vista neurofisiologico, quando si medita c’è prima di tutto un’inversione della dominanza cerebrale”, conferma Gianpaolo Buzzi. “Di solito, in stato di veglia, noi utilizziamo l’emisfero sinistro, legato al pensiero logico, razionale, mentre quando si cambia stato di coscienza (come avviene durante la meditazione, il training autogeno avanzato, il rilassamento profondo, l’ipnosi) lavora quello destro, legato al pensiero irrazionale e all’intuizione. Ma soprattutto cambia il metabolismo cellulare: infatti vi è un minor consumo di ossigeno e di glucosio (e quindi di energia) da parte delle cellule cerebrali.
Ancora, vi è una modificazione del sistema neuroendocrino: si abbassa il cortisolo (l’ormone dello stress) e l’adrenalina, anch’essa legata allo stress e aumenta il Dhea, l’ormone che favorisce il benessere.

(continua)

 

Ci vorrebbe un pò di magia

Ci vorrebbe un pò di magia

Quanti di noi hanno sognato almeno una volta nella vita di avere una bacchetta magica con cui risolvere con un solo gesto problemi e situazioni complicate della vita ?

Mary Poppins con uno schioccare di dita faceva riordinare in modo facile e divertente un’intera stanza sommersa di giochi
Topolino in “Fantasia“, grazie alla sua magia anima scopettoni e secchi perchè lavino da soli la cucina

Mago Merlino che aiuta il giovane protagonista della Spada nella Roccia davanti allo stesso problema…

A parte la personale simpatia che Mr. Walt Disney ispira alle donne per il fatto di comprendere così bene la loro frustrazione nell’avere a che fare ogni giorno con i mestieri di casa , viene da chiedersi come mai questo tipo di magia sia un’esigenza così sentita.
Riflettevo su questa considerazione leggendo l’intervista* di di Jurriaan Kamp, fondatore della rivista americana intitolata “The Optimist”, a Rob Williams, l’originatore di PSYCH-K®.

“Sin da quando per la prima volta da piccolo vide il cartone animato Fantasia, Rob Williams sognava di diventare un mago. Ora, mezzo secolo più tardi, potrebbe esserlo diventato davvero. Non usa la magia per pulire la cucina, come Mickey Mouse fa in Fantasia ma pulisce qualcosa di molto più importante: la mente subconscia, che determina la maggior parte dei nostri comportamenti ed esperienze.”

 Quindi continua:

Io e Rob ci siamo incontrati a San Francisco in un hotel che si affaccia sulla baia. All’orizzonte si stagliava il profilo dell’isola di Alcatraz, un tempo sede del famigerato carcere. Oggi quei tetri edifici vuoti sono una destinazione popolare per turisti curiosi. Lasciando vagare lo sguardo in lontananza, in direzione di Alcatraz, Rob racconta: “Molte persone sono prigioniere delle loro credenze. PSYCH-K® ci parla proprio di questo, di abbattere queste prigioni”. 

“Possiamo ripetere le affermazioni positive fino all’esaurimento delle forze”, dice Rob. “Questo di solito non produce alcun risultato. La maggior parte delle volte il cuore della questione non è nel pensiero positivo, non è nel cercare di cancellare a livello conscio quel certo tipo di pensiero che non vogliamo. Finché non cambieremo il ‘software’ della nostra mente subconscia, la nostra vita non cambierà”.
Il cuore della questione è che la nostra mente subconscia registra esperienze fin dai primissimi istanti di vita in avanti. “Arriviamo in questo mondo già immersi in un sistema di credenze, immersi in un insieme di atteggiamenti mentali già pronti per noi,” spiega Rob. “Noi iniziamo a interiorizzare questi atteggiamenti ancora prima di uscire dall’utero. I nostri genitori iniziano a trattarci in un modo che è adeguato sia alla norme sociali della società a cui appartengono sia alle loro credenze. Parlando in generale, intorno ai 12 anni di età abbiamo già assorbito tutto quello che è imbevuto nell’ambiente e tutto quello che la nostra famiglia ritiene sia buono e giusto. Questo naturalmente non è tutto negativo. Con PSYCH-K® semplicemente vogliamo avere la libertà di cambiare le credenze che non ci servono o che in qualche maniera ci limitano”.

In questi giorni ho ripreso in mano un libro di Kiyosaky che duetta con i pensieri di Rob Williams in modo mirabile. Te lo ripropongo come spunto per una nuova proficua settimana alla ricerca del tuo successo.
“Non puoi fare a meno di invecchiare fisicamente, ma questo non significa che tu debba invecchiare mentalmente. Le persone invecchiano o diventano obsolete perchè si aggrappano a risposte giuste che sono risposte vecchie. 
Non so cosa porterà il domani, non lo sa nessuno. Per questo l’idea del padre ricco di mettere in discussione e aggiornare costantemente le idee è stata una delle idee più importanti che mi ha trasmesso.
Oggi vedo tanti miei amici che rimangono indietro, sia sul piano professionale sia su quello finanziario, semplicemente perchè non mettono in discussione le loro idee. Spesso le loro idee sono risposte giuste ma troppo vecchie, tramandate da generazioni, da un’era economica all’altra ma oramai non più valide. Queste idee vecchie spesso rendono molto difficile il processo del cambiamento”. 
Wim Hof. Il potere è nella tua mente, davvero

Wim Hof. Il potere è nella tua mente, davvero

Iceman

Wim Hof, l’Uomo del Ghiaccio, in una delle sue Performances

Wim Hof, meglio noto come “Iceman”, è un personaggio affascinante che desidero proporti oggi per la meravigliosa dimostrazione che da del reale potere della mente, quando realmente utilizzato sopra la “normale” trascurabile percentuale di utilizzo.

La specialità di Wim Hof è di affrontare prove che lo mettono a confronto con il freddo, ma freddo di quello tosto! Per intenderci, ha nuotato sotto il ghiaccio, è salito sul Monte Bianco indossando solo dei pantaloncini corti e si è anche chiuso per un’ora e mezza in una vasca riempita di ghiaccio, sommerso fino al collo.

Tutto è nato perchè, quando era piccolo ha rischiato di morire assiderato e da allora ha deciso che il freddo, sarebbe stato il suo migliore amico.

Per compiere i suoi personali “miracoli”, utilizza una tecnica imparata dai monaci tibetani che, in termini più neuroscientifici, gli permette con la mente, di bypassare quella parte del cervello che divide le nostre funzioni volontarie da quelle involontarie. Questo gli permette di controllare la temperatura della sua pelle, portandola a rimanere costante anche quando si trova in ambienti a diversi gradi sotto zero. L’energia per mantenersi “caldo”, sembra che la ottenga grazie allo sfruttamento del grasso bruno, il tutto solamente con l’uso della propria mente.

La cosa più incredibile di questa storia è che Wim utilizza risorse che, potenzialmente, ognuno di noi possiede, dimostrando coi fatti che, davvero, la nostra mente è in grado di fare molto più di quanto crediamo!

E la scienza cosa dice in merito? Stando a quanto dice Maria Hopman, del UMS St Radboud Nijmegen, ciò che ha visto fare a Wim sono… semplicemente “scientificamente impossibili”!

Come adoro queste evidenze, mi… scaldano il cuore 😀

Ecco il link del sito di Wim: http://www.icemanwimhof.com/en-home

Quanto è cambiato PSYCH-K®…!

Quanto è cambiato PSYCH-K®…!

tre-generazioni-maschiDalla sua nascita ad oggi PSYCH-K® è molto cambiato. Parola di Rob Williams, il suo originatore.

Inizialmente infatti era usato primariamente per risolvere gli ostacoli mentali ed emozionali alla felicità di tutti coloro che cercavano un modo per vivere una vita migliore.Ostacoli quali autostima, relazioni, prosperità – e la sua mancanza – , così come salute e forma fisica.

Ma da allora con il passare del tempo, PSYCH-K® si è espanso molto oltre questa sua configurazione originale, per riflettere l’evoluzione dei bisogni dell’umanità.

Il crescente grado di consapevolezza del ruolo della spiritualità nelle nostre vite continua ad aumentare di giorno in giorno, di vicissitudine in vicissitudine – personale, sociale, lavorativa, relazionale.

E così, il fatto che molte persone abbiano scoperto quanto può essere potente PSYCH-K® per accelerare la propria evoluzione spirituale sta facendo sì che proprio questo – accelerare la propria evoluzione spirituale – stia diventando rapidamente la più diffusa, amata e popolare applicazione di questo spettacolare metodo di cambiamento. Al punto che ad oggi, PSYCH-KC è sempre più frequentemente descritto come un “Processo spirituale con benefici psicologici”.

E tu, qual è il tuo rapporto con PSYCH-K®? Raccontaci la tua storia!

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